Simmetrico Inverso
April 14th, 2008
Come bloccata fuori dal tempo e tuttavia ben dentro l’attualità, la mostra di Vistarini è modulata all’interno di un impianto dialettico regolato da leggi narrative anomale: foto, video e fermi immagine concepiti in un racconto interrotto di continuo. Una storia che non si lascia raccontare interamente se non quando l’artista vuol mostrare l’incepparsi del meccanismo. E lo fa in modo nuovo, disincantato, raccogliendo frammenti di un mondo perduto e creando mutanti. Un corpo-abito, ibrido di magrittiana memoria e pezzi di una metamorfosi, raccolti in scatole di grandi dimensioni (reliquiari) e ricomposte grottescamente secondo uno schema simmetrico inverso.
Dall’11 al 30 Aprile 2008 presso lo Showroom Nuovi Strumenti mostra personale di Barbara Vistarini. Una preziosa anticipazione dell’esposizione che si terrà ad Ottobre presso Doulon Museum of Modern Art di Shangai. Qui la presentazione della mostra.
Canone Inverso
Showroom Nuovi Strumenti
Piazza Tebaldo Brusato, 2
Brescia
Dal martedi’ al sabato dalle 15.30 alle19.30. Ingresso libero
Francobolli in Mostra
April 10th, 2008
È l’allestimento “Guglielmo Achille Cavellini - Works 1960-1990”, che offre pitture, fotografie, performance video ed assemblaggi. Cavellini -precisano da oltre l’oceano i promotori- “divenne una figura mitica per una generazione di artisti underground; fu considerato come il liberatore che ruppe le catene di un sistema chiuso, capace, spesso, di escludere gli artisti”.
Su Vaccari News intervista a Piero Cavellini con riferimenti alle mostre in corso a Milano e New York.
GAC Fabbrica Eos: Il Video
April 8th, 2008
Per chi non ha avuto tempo di visitare la mostra di Milano e per chi non l’avrà fino al 12 Aprile 2008:
Cavellini, ironia e lungimiranza
April 4th, 2008
Certo, a Guglielmo Achille Cavellini non mancava l’ironia: nato a Brescia nel 1914, attorno ai sessant’anni ha cominciato ad immaginare delle opere che celebrassero il suo centenario. Le cose andarono purtroppo diversamente, e l’artista, innamorato della mail art, scomparve nel 1990.
Non solo beffardo; Gac (così si firmava) era anche lungimirante. Nel suo repertorio figurano i “francobolli” di legno, che l’Italia postale, quella vera, avrebbe inconsapevolmente riproposto soltanto nel 2007, con l’omaggio alla Basilica di san Vincenzo in Galliano.
La lungimiranza di GAC celebrata da Vaccari news (filatelia in tempo reale) in occasione della mostra presso Fabbrica Eos, aperta fino al 12 Aprile.
“La Lieve ironia di Gac”
April 2nd, 2008
Il profilo dell’Empire State Building, colorato e nero di carbone combusto, su tavole di legno chiaro riciclato. E’ quest’opera del 1968, che evoca il misterioso skyline della Grande Mela, a dare il via alla mostra newyorkese di Guglielmo Achille Cavellini, artista, collezionista e critico, noto anche con l’acronimo Gac con cui amava firmare i suoi lavori. Opere d’arte come invenzioni lievi e ironiche provocazioni. Operazioni concettuali ante litteram, oggetti e citazioni di immagini-simbolo della contemporaneità dell’arte, da Leger a Warhol, da Picasso a Dubuffet.
