Cavellini performance in NYCIl profilo dell’Empire State Building, colorato e nero di carbone combusto, su tavole di legno chiaro riciclato. E’ quest’opera del 1968, che evoca il misterioso skyline della Grande Mela, a dare il via alla mostra newyorkese di Guglielmo Achille Cavellini, artista, collezionista e critico, noto anche con l’acronimo Gac con cui amava firmare i suoi lavori. Opere d’arte come invenzioni lievi e ironiche provocazioni. Operazioni concettuali ante litteram, oggetti e citazioni di immagini-simbolo della contemporaneità dell’arte, da Leger a Warhol, da Picasso a Dubuffet.

Continua a leggere la recensione su “il Sole 24 ore”

Leave a Reply