Cavellini FrancobolloCerto, a Guglielmo Achille Cavellini non mancava l’ironia: nato a Brescia nel 1914, attorno ai sessant’anni ha cominciato ad immaginare delle opere che celebrassero il suo centenario. Le cose andarono purtroppo diversamente, e l’artista, innamorato della mail art, scomparve nel 1990.

Non solo beffardo; Gac (così si firmava) era anche lungimirante. Nel suo repertorio figurano i “francobolli” di legno, che l’Italia postale, quella vera, avrebbe inconsapevolmente riproposto soltanto nel 2007, con l’omaggio alla Basilica di san Vincenzo in Galliano.

La lungimiranza di GAC celebrata da Vaccari news (filatelia in tempo reale) in occasione della mostra presso Fabbrica Eos, aperta fino al 12 Aprile.

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